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Le
prime testimonianze della presenza umana nella vecchia Monterano risalgono
al 2000 a.C. circa; si tratta di punte e lame, che venivano utilizzate
probabilmente per incidere il tufo e costruire strade e tombe. Lungo la
valle del Bicione infatti si trova la Greppa dei Falchi, uno strapiombo
sulle cui pareti sono ancora visibili delle grotte artificiali - accessibili
ora solo ai rapaci che vi nidificano - che probabilmente erano utilizzate
come sepolcri dalle popolazioni preistoriche. Monterano divenne centro
urbano però solo con l'avvento degli Etruschi, che costruirono strade, mura
ed un ingegnoso acquedotto con cisterne ricavate nella roccia; oggi di
queste costruzioni rimangono purtroppo solo i resti delle tombe e delle
suppellettili. Successivamente l'occupazione romana del territorio lo
trasformò considerevolmente, anche perché i Romani, particolarmente
interessati alle acque curative, valorizzarono maggiormente il centro
termale di Stigliano, mentre Monterano si spopolò. Solo durante il Medioevo,
con le invasioni dei Longobardi e le epidemie, il centro, in posizione
isolata, ebbe una rinascita, poiché molti decisero di trasferirvisi da Roma
e dagli altri insediamenti limitrofi. Il Seicento invece fu caratterizzato
dalla dominazione degli Altieri - la famiglia a cui apparteneva Papa
Clemente X - che si dedicarono all'abbellimento degli edifici esistenti e
alla creazione di nuove Chiese e palazzi; al 1677 ed al 1679 risalgono
infatti i progetti del Bernini per la facciata del palazzo feudale, per la
Chiesa di S. Bonaventura con il Convento annesso e per la bella fontana
ottagonale, l'unica opera che è si è conservata fino ad oggi, recentemente
spostata a Canale Monterano. Il declino definitivo di Monterano vecchia
avvenne nel Settecento, quando, dopo un'epidemia di malaria ed un lungo
periodo di crisi economica, gli abitanti iniziarono ad abbandonare il centro
per cercare luoghi più salubri; il colpo finale arrivò poi con la
distruzione delle abitazioni da parte dei francesi, nel 1799. Il fascino dei
ruderi che oggi rimangono a testimonianza della passata esistenza di
Monterano è comunque grande, tanto che a partire dagli anni '50 la città
abbandonata è stata scelta come set cinematografico in diverse occasioni:
tra i film più celebri si ricordano «Ben Hur», «Il Marchese del Grillo» e
«Brancaleone alle Crociate».
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