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Tutto quello che si conosce dell’ Apostolo Bartolomeo
proviene dai vangeli. Secondo il Vangelo di Giovanni egli era amico di
Filippo, fu, infatti, questi a parlargli entusiasticamente del Messia
quando gli disse: Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè
nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazareth. La
risposta di Bartolomeo fu molto scettica: Da Nazareth può mai venire
qualcosa di buono? Ma Filippo insistette: Vieni e vedrai.
Bartolomeo incontrò Cristo e quanto gli disse fu sufficiente a fargli
cambiare idea. Gesù: Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità.
Bartolomeo turbato gli chiese come facesse a conoscerlo e Gesù di
rimando: Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri
sotto il fico. L'essere raggiunto da Cristo nei suoi pensieri più
intimi, suscitò in lui un'immediata dichiarazione di fede: Rabbi, tu
sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele! Gesù, allora, gli
rispose Perché ti ho detto che ti ho visto sotto il fico credi?
Vedrai cose maggiori di questa. Il suo nome compare poi nell'elenco
dei dodici inviati da Cristo a predicare e, ancora, negli Atti degli
Apostoli, dove viene elencato assieme agli altri apostoli dopo la
risurrezione di Cristo. Da questo momento più nulla, solo la tradizione
che racconta della sua vita missionaria in varie regioni del Medio
Oriente, secondo alcuni, forse, si spinse fino in India. Anche la
morte è affidata al racconto che lo vuole ucciso, scuoiato della pelle,
secondo alcune fonti da parte del re dei Medi nella regione della Siria,
mentre altre fonti parlano dell'Armenia. Più nebuloso è invece il culto
di Santa Calepodia, l’annuario dei Santi della Chiesa non annovera
alcuna santa con questo nome, è comunque inconfutabile che la statua
presente nella chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, raffigura una
donna con una palma nella mano destra simbolo di martirio, per cui si
dovrebbe desumere che Calepodia subì un martirio, sulle cui cause vi è
però il buio più assoluto. Si è detto che la statua riproduce una donna;
e se invece non fosse Calepodia ma Calepodio, santo martirizzato a Roma
nel 232 insieme ad altri dall'Imperatore Alessandro Severo? Purtroppo o
per fortuna non siamo in grado di dare alcuna certezza in merito se non
quella che è e deve restare un perno inamovibile della religione: la
fede. Il credere senza perché, promossi dall’intimo sentire, che più di
ogni attestazione storica di autenticità, sollevano gli animi e ci
lasciano affidare i nostri sogni, le nostre speranze e le nostre
preghiere ai nostri santi patroni Bartolomeo e Calepodia. |